L’arte (sociale) della pornografia

sábado, 23 de febrero de 2013

COUBERTLa pornografia è un’arte? Forse non proprio, anche se qualcuno è pronto a giurarci: il critico Luca Beatrice sta per pubblicare una seriosa storia dell’arte erotico-pornografica, Sex. L’erotismo nell’arte da Courbet a Youporn (Rizzoli), in cui ripercorre le forme e i temi della rappresentazione della sessualità, dall’iconografia classica all’osceno dei nuovi media. E altri ancora, invece, giustamente distinguono tra nudo-erotico e sesso-pornografico, come lo storico dell’arte Flaminio Gualdoni nel suo nuovo Storia generale del nudo (Skira), dalla Venere paleolitica di Willendorf alle algide modelle di Vanessa Beecroft…

Quello che è certo, però, è che l’industria (e la creatività?)  pornografia ha modificato, forse plasmato, i comportamenti sociali (almeno) dell’ultimo Novecento, e del primo Duemila…

Dal Sessantotto in avanti il sesso portato in piazza – e in televisione, e al cinema, e sui giornali, e nella pubblicità – ha rivoluzionato i pensieri e i comportamenti “di massa” dell’Occidente: dal comune senso del pudore all’immaginario collettivo del piacere. E’ la rivoluzione del pop-porn. Virtuale o reale che sia, parlato o agito che sia, questa è l’epoca del sesso.

Una piccola (ma molto divertente) testimonianza di questo mutamento dei costumi è nelle pagine di un libretto a metà fra il voyeurismo vintage e l’antropologia sociale: Io speriamo che me la chiavo. I fans scrivono alle pornostar (80144 edizioni) che raccoglie, direttamente dagli archivi della “Rabbit video”,  la più importante casa di produzio­ne italiana di film hard (è quella di Rocco Siffredi, per intenderci), una strepitosa selezione di lettere scritte da aspiranti attori (e attrici) porno, alla ricerca di 15 minuti di celebrità per dimostrare al mondo di avere il cosiddetto l’XXX factor. Tra strafalcioni esilaranti e deliri sulle proprie capacità amatorie (“Scrivo questa lettera tenendo in considerazione il mio interesse per l’arte pornografica”…. “Se ti sarà possibile, fatti sentire che poi così te lo farò sentire anch’io”… “Caro Rocco, riposati ogni tanto, la vita è una sola è bisogna viverla con serenità, scegli sempre le migliori donne belle, sia interne che isterne, ok?”), una straordinaria istantanea – che vale quanto un saggio di sociologia – di quella fetta della popolazione che per anni ha contribuito a rendere florido il mondo del porno. E anche una cosa di tutti, per tutti. Se non è arte, è la più grande forma planetaria di intrattenimento.

Original link:http://www.dcult.it/larte-sociale-della-pornografia/

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